Dirigenti e manager · Milano
Avvocato per dirigenti a Milano: licenziamento, buonuscita, MBO e patti di non concorrenza
Quando il rapporto riguarda un dirigente o un manager, il problema non coincide quasi mai con il solo licenziamento. Contratto individuale, CCNL applicabile, ruolo effettivo, sistemi incentivanti, obiettivi, clausole di non concorrenza e trattative di uscita devono essere letti insieme.
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Licenziamento del dirigente
Prima di discutere la buonuscita occorre capire il perimetro della cessazione.
Nel rapporto dirigenziale assumono rilievo la motivazione del recesso, la disciplina collettiva applicabile, il contenuto del contratto individuale e le circostanze concrete che hanno preceduto la cessazione. La valutazione non può essere ridotta alla sola lettera di licenziamento.
Documenti da esaminare sin dall’inizio sono contratto, eventuali lettere di incarico, policy aziendali, contestazioni, valutazioni, corrispondenza interna e comunicazioni relative a riorganizzazioni o modifiche di ruolo.
Accordo di uscita
Buonuscita e negoziazione devono essere valutate sul valore complessivo della posizione.
Una proposta di uscita può comprendere incentivo economico, preavviso, ferie, variabile maturato, trattamento di eventuali strumenti incentivanti e disciplina delle clausole post-contrattuali. Il confronto tra proposta e possibili alternative richiede quindi una lettura complessiva del rapporto.
Per il manager è essenziale comprendere quali componenti siano già maturate, quali dipendano da obiettivi o condizioni e quali siano invece oggetto di vera negoziazione.
MBO, bonus e variabile
La componente variabile può diventare uno dei punti centrali della controversia.
Bonus, MBO, premi individuali e piani di incentivazione possono essere disciplinati dal contratto, da policy aziendali o da comunicazioni annuali. Obiettivi assegnati, criteri di misurazione e condotte dell’azienda nella fase di uscita devono essere ricostruiti documentalmente.
Quando il rapporto termina in prossimità della data di maturazione del premio, la questione va esaminata insieme alla disciplina del recesso e alle condizioni previste dal piano.
Patto di non concorrenza
La libertà professionale dopo l’uscita dipende dalla validità e dalla portata della clausola.
Ambito territoriale, attività vietate, durata e corrispettivo sono elementi che incidono sulla validità e sull’effettiva portata del patto. Prima di assumere un nuovo incarico o negoziare l’uscita è opportuno verificare esattamente quali limiti siano stati sottoscritti.
A Milano e in Lombardia la pagina è rivolta a dirigenti, executive e manager che devono affrontare una cessazione del rapporto o valutare una proposta prima di sottoscriverla.
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Una proposta di uscita va valutata prima della firma.
Contratto, ultime buste paga, piano MBO o bonus, eventuale patto di non concorrenza e proposta ricevuta consentono di definire il perimetro iniziale della valutazione.

