Un forte aumento dei costi può trasformare un appalto sostenibile in un contratto economicamente critico. La risposta, però, non dipende da una generica richiesta di adeguamento: occorre ricostruire clausola di revisione, tipologia di contratto, periodo di riferimento e meccanismo previsto dalla disciplina applicabile.
La revisione prezzi è oggi parte della disciplina del contratto
L’art. 60 del d.lgs. n. 36/2023 disciplina le clausole di revisione dei prezzi; il quadro è completato dall’Allegato II.2-bis, che distingue anche tra lavori e servizi o forniture. Per questo non è corretto applicare in modo automatico percentuali o criteri ricavati da altri contratti.
Quali documenti servono
Bando, disciplinare, contratto, clausola di revisione, SAL o documentazione dell’esecuzione, cronologia dei costi e comunicazioni con la stazione appaltante consentono di capire quale meccanismo sia applicabile e quale domanda possa essere formulata.
Quando la questione diventa contenziosa
Il problema può riguardare il mancato riconoscimento della revisione, il metodo di calcolo, il periodo considerato o l’applicazione della disciplina transitoria. Prima di agire occorre isolare esattamente il punto di divergenza economica e giuridica.
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Riferimenti: art. 60 e Allegato II.2-bis, d.lgs. n. 36/2023, testo vigente su Normattiva.

