Analisi dello scarico. Un valore superiore a una soglia non identifica, da solo, la fattispecie giuridica applicabile. Occorre verificare autorizzazione, recapito, natura del refluo, parametro, metodo di campionamento e disciplina nazionale, regionale e del gestore.
Superamento dei limiti dello scarico nell’industria conserviera: campionamento, autorizzazione e difesa
Il problema nasce spesso da un referto analitico. Ma prima di concludere che vi sia una violazione occorre capire quale limite fosse realmente applicabile a quello scarico e come sia stato ottenuto il campione.
Primo controllo: quale limite si sta confrontando?
Il valore può derivare dall’autorizzazione, dalla disciplina dello scarico in pubblica fognatura, dalle tabelle del d.lgs. n. 152/2006 o da un regime di assimilazione. Non è corretto utilizzare indistintamente lo stesso limite per qualunque recapito o qualunque tipologia di refluo.
In Campania il Regolamento regionale n. 6/2013 disciplina i criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche. Se le condizioni qualitative e gli altri presupposti del regime non ricorrono, lo scarico può richiedere l’autorizzazione prevista dall’art. 124 del TUA.
Secondo controllo: il superamento è quantitativamente rilevante?
È utile calcolare lo scostamento assoluto, il rapporto tra valore misurato e limite e la percentuale di superamento. Sono dati matematici che consentono di leggere immediatamente il referto, ma non sostituiscono la qualificazione giuridica.
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COD, BOD5, solidi, azoto e fosforo: perché il profilo dello scarico conta
Le BAT europee per il settore alimentare richiedono di conoscere quantità e caratteristiche dei flussi di acque reflue, comprese portata, pH, temperatura e, quando pertinenti, concentrazioni e carichi di parametri quali TOC/COD, composti azotati, fosforo, cloruri e conducibilità. Per una conserviera la lettura dei dati deve quindi essere collegata al processo e alla fase della campagna.
Campionamento e condizioni operative
Verbale di prelievo, punto di campionamento, data e ora, stato dell’impianto, portata e attività produttiva in corso sono essenziali per ricostruire il dato. Se l’analisi è stata eseguita durante un’anomalia, occorre documentare immediatamente l’evento senza alterare o ricostruire ex post le registrazioni tecniche.
Il superamento comporta sempre un reato?
No. L’art. 137 del d.lgs. n. 152/2006 distingue diverse fattispecie e il rilievo penale del superamento dipende dal parametro, dal tipo di scarico e dalle tabelle richiamate dalla norma. Altre violazioni possono avere natura amministrativa o derivare direttamente dalle prescrizioni del titolo.
Documenti da raccogliere
- AUA, AIA o autorizzazione allo scarico vigente;
- eventuale provvedimento di assimilazione e regolamento del gestore;
- verbale di campionamento e rapporto di prova completo;
- autocontrolli precedenti e successivi;
- registro di conduzione e manutenzione del depuratore;
- dati di portata e produzione del giorno del prelievo;
- eventuali allarmi, guasti o interventi tecnici.
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