Scarichi industriali. La qualificazione dipende dall’origine delle acque, dal recapito, dall’eventuale assimilazione alle domestiche e dal titolo autorizzativo applicabile. Questa pagina offre un inquadramento generale e non sostituisce l’esame dell’AUA, dell’autorizzazione allo scarico, del verbale e delle analisi.

Acque reflue · controlli ambientali

Scarico industriale senza autorizzazione: art. 137, sanzioni e cosa verificare dopo il verbale

Quando in un verbale compare l’espressione “scarico non autorizzato”, la prima verifica non riguarda soltanto la sanzione: occorre stabilire se si tratti davvero di uno scarico di acque reflue industriali, quale autorizzazione fosse necessaria e quale fosse il recapito effettivo.

La regola generale: gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati

L’art. 124 del d.lgs. n. 152/2006 stabilisce che tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati, con le eccezioni e le discipline particolari previste dalla legge. Per molte imprese l’autorizzazione allo scarico confluisce nell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA); per altre attività possono operare titoli o procedimenti differenti.

Il punto decisivo è quindi ricostruire il titolo effettivamente applicabile alla data del controllo: autorizzazione vigente, rinnovo tempestivamente richiesto, modifica dell’attività, variazione qualitativa o quantitativa dello scarico e prescrizioni contenute nel provvedimento.

Art. 137: quando la contestazione è penale

Fuori dai casi soggetti alla disciplina AIA, l’art. 137, comma 1, punisce chi apre o effettua nuovi scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione oppure prosegue lo scarico dopo sospensione o revoca del titolo con arresto da due mesi a due anni o ammenda da 1.500 a 10.000 euro.

Se lo scarico riguarda le sostanze pericolose richiamate dal comma 2, il trattamento sanzionatorio è più grave. Il comma 5 disciplina inoltre il superamento di determinati valori limite, con pene che aumentano ulteriormente quando sono coinvolte le sostanze della tabella 3/A dell’Allegato 5.

Non ogni scarico senza titolo integra lo stesso illecito

Per gli scarichi domestici o di reti fognarie privi dell’autorizzazione richiesta, l’art. 133, comma 2, prevede invece una sanzione amministrativa, salvo le specifiche discipline applicabili. Per questo la qualificazione dell’acqua come refluo industriale, domestico o assimilato alle acque reflue domestiche può cambiare radicalmente il quadro sanzionatorio.

L’art. 101, comma 7, prevede ipotesi di assimilazione alle domestiche per determinate attività, comprese alcune imprese agricole e zootecniche alle condizioni stabilite dalla norma. È quindi necessario evitare automatismi fondati soltanto sul fatto che lo scarico provenga da un’attività economica.

Scarico o rifiuto liquido?

Un’altra distinzione essenziale riguarda il rapporto tra disciplina degli scarichi e disciplina dei rifiuti. Non ogni liquido proveniente dall’impresa è giuridicamente uno “scarico”: assumono rilievo il sistema di convogliamento, il collegamento funzionale con il ciclo produttivo e il recapito. Se il liquido viene raccolto, trasportato o smaltito in modo discontinuo, può porsi un problema di gestione di rifiuti liquidi anziché di scarico.

Questa distinzione è particolarmente importante quando il controllo riguarda vasche, autobotti, canali, tubazioni, pozzetti o accumuli temporanei.

Cosa verificare dopo il verbale

  • origine delle acque e ciclo produttivo da cui derivano;
  • punto di recapito: fognatura, corpo idrico superficiale, suolo o altro sistema;
  • AUA o altra autorizzazione allo scarico e relative prescrizioni;
  • domanda di rinnovo, comunicazioni di modifica e date di efficacia;
  • verbale di campionamento, catena documentale e risultati analitici;
  • eventuale presenza di sostanze pericolose o superamento di valori limite.

Se il controllo ha determinato un sequestro

La contestazione ex art. 137 e il sequestro sono piani distinti. Se aree o impianti sono stati sottoposti a vincolo, occorre esaminare il decreto e verificare immediatamente natura, estensione e termini.

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Domande frequenti

Uno scarico industriale senza autorizzazione è sempre reato?

L’art. 137, comma 1, riguarda gli scarichi di acque reflue industriali. Prima di applicarlo occorre quindi verificare natura delle acque, regime autorizzatorio e eventuali discipline speciali.

Se l’AUA è scaduta ma il rinnovo era stato chiesto?

La situazione va verificata sul titolo e sulla disciplina applicabile. L’art. 124 contiene una regola specifica sul mantenimento provvisorio dello scarico quando il rinnovo dell’autorizzazione allo scarico è stato tempestivamente richiesto, ferme le particolarità dei singoli regimi autorizzativi.

Superare un limite equivale a scaricare senza autorizzazione?

No. Sono contestazioni diverse e l’art. 137 disciplina separatamente assenza di autorizzazione, violazione di prescrizioni e superamento di determinati valori limite.

Fonti