Nei danni gravissimi, una parte essenziale della valutazione riguarda ciò che la persona non riesce più a fare autonomamente. Per stimare il bisogno futuro non basta scrivere “necessita assistenza”: occorre descrivere quali attività richiedono aiuto, con quale frequenza e per quale ragione.
Contenuto medico-legale a cura della Dott.ssa Valeria Liguori.
Assistenza non significa sempre presenza continua
Il bisogno può consistere in aiuto fisico per trasferimenti e igiene, supervisione per deficit cognitivi, supporto per la mobilità esterna oppure assistenza in specifici momenti della giornata. La valutazione deve distinguere queste situazioni.
Riabilitazione e tecnologie assistive
L’OMS considera la riabilitazione essenziale per massimizzare l’indipendenza nelle attività quotidiane e sottolinea il ruolo dei prodotti assistivi nel mantenere o migliorare mobilità, comunicazione, autocura e partecipazione.
Caregiver familiare
L’assistenza prestata da un familiare non elimina il bisogno. Dal punto di vista medico-legale occorre descrivere quale aiuto viene effettivamente fornito e quali attività non sarebbero possibili senza quel supporto.
Protesi, carrozzine e adattamenti
Prodotti assistivi e adattamenti possono cambiare nel tempo e richiedere rinnovi, manutenzione o sostituzioni. Le necessità future devono essere fondate sul quadro funzionale e non su ipotesi generiche.
Fonti
World Health Organization, “Rehabilitation”, 22 aprile 2024: WHO.
World Health Organization, “Assistive technology”, 2 gennaio 2024: WHO.
Approfondisci: assistenza futura, caregiver e danno grave.
Il danno richiede aiuto quotidiano o supervisione?
Il primo passaggio è descrivere in concreto autonomia residua, attività che richiedono aiuto, ausili e assistenza attualmente prestata.

