Fanghi di depurazione industriale. Codice EER, pericolosità, deposito e destinazione devono essere verificati sul rifiuto concreto e sul processo che lo genera. Non è corretto attribuire automaticamente una classificazione al solo nome del materiale.

Fanghi del depuratore nell’industria conserviera: rifiuti, deposito e controlli

I fanghi prodotti dal trattamento dei reflui non possono essere lasciati indefinitamente nell’area del depuratore. Per una conserviera occorre conoscere produzione, classificazione, quantità accumulate, tempi di deposito e destinazione.

La voce EER tipica del settore esiste, ma va verificata

Nell’elenco europeo dei rifiuti, il capitolo 02 03 riguarda i rifiuti della preparazione e trattamento di frutta, verdura e altri prodotti vegetali, compresa la produzione di conserve. La voce 02 03 05 identifica i fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti. La corretta attribuzione del codice richiede comunque la conoscenza del processo e delle caratteristiche del rifiuto.

Deposito temporaneo: quantità e tempo devono essere governati

Il deposito temporaneo prima della raccolta è disciplinato dall’art. 185-bis del d.lgs. n. 152/2006. Per l’impresa è quindi essenziale poter ricostruire data di produzione, quantità, modalità di raggruppamento e avvio a recupero o smaltimento, oltre al rispetto delle regole specifiche applicabili ai rifiuti pericolosi quando presenti.

Documenti da tenere coerenti

  • caratterizzazione e classificazione del rifiuto;
  • registrazioni cronologiche previste dalla disciplina vigente;
  • FIR e dati RENTRI quando applicabili;
  • contratti e autorizzazioni dei trasportatori e degli impianti destinatari;
  • planimetria e modalità di deposito;
  • quantità prodotte durante la campagna e frequenza dei ritiri.

Quando il deposito diventa una contestazione

Superamento dei limiti temporali o quantitativi, deposito disordinato, miscelazioni, contenitori non idonei o incoerenze documentali possono far perdere al raggruppamento le condizioni del deposito temporaneo. In quel caso la contestazione deve essere esaminata alla luce della concreta gestione del rifiuto e della normativa vigente.

Deposito incontrollato di rifiuti nell’impresa → · Strumenti sulle sanzioni ambientali →