Nelle polizze infortuni private la percentuale di invalidità permanente ha un significato contrattuale preciso. Per capire se la valutazione della compagnia sia corretta non basta confrontarla con una percentuale letta online: occorre verificare quale baremo richiami la polizza, quali franchigie siano previste e come siano stati considerati postumi e preesistenze.
Contenuto medico-legale a cura della Dott.ssa Valeria Liguori.
Prima domanda: quale criterio prevede la polizza?
Le condizioni contrattuali possono richiamare uno specifico baremo o prevedere criteri propri. Una valutazione medico-legale utile deve quindi partire dal contratto e applicare il criterio effettivamente pattuito.
Franchigia e percentuale non sono la stessa cosa
Una polizza può riconoscere una determinata menomazione ma non liquidare alcun importo al di sotto di una soglia, oppure può prevedere modalità di calcolo differenti oltre una certa percentuale. Per questo una divergenza di pochi punti può avere conseguenze economiche molto diverse a seconda della franchigia.
Preesistenze e condizioni anteriori
Quando il contratto disciplina le menomazioni preesistenti, occorre distinguere la situazione anteriore dall’esito dell’infortunio. Anche qui il confronto puramente aritmetico tra percentuali può essere fuorviante se non viene prima ricostruito il dato clinico.
Quando chiedere una seconda valutazione
Se la percentuale riconosciuta non sembra coerente con la documentazione, una consulenza di parte può esaminare referti, decorso, postumi stabilizzati e condizioni di polizza. L’obiettivo non è aumentare artificialmente il grado, ma verificare che il criterio contrattuale sia stato applicato a un quadro medico correttamente ricostruito.
Approfondisci: medico legale per polizze infortuni.
Hai ricevuto una percentuale dalla compagnia?
Indica evento, percentuale riconosciuta, franchigia e baremo richiamati dalla polizza: sono questi i dati che consentono di capire dove si colloca l’eventuale divergenza.

