Una vicenda riportata dalla stampa nel 2017.
Nel 1975 una paziente aveva ricevuto una trasfusione di sangue alla quale veniva ricondotta una successiva infezione da virus dell’epatite C. Dopo un lungo contenzioso, nel 2015 la Corte d’Appello di Salerno aveva riconosciuto le ragioni dell’interessata; la successiva fase di liquidazione degli arretrati aveva però richiesto ulteriore tempo.
La vicenda fu ripresa da Le Cronache il 4 luglio 2017, anche in relazione all’intervento dell’Avv. Alfonso Maria Fimiani presso il Ministero della Salute.

Il valore attuale di un caso storico
Il caso conserva interesse come testimonianza della durata e della complessità che possono caratterizzare le controversie relative a infezioni post-trasfusionali. Non costituisce, tuttavia, un modello automaticamente applicabile ad altre vicende: indennizzo ex Legge 210/1992 e risarcimento del danno richiedono la verifica dei rispettivi presupposti, della causalità, della documentazione e dei termini applicabili al singolo caso.
Per un inquadramento aggiornato è disponibile l’approfondimento Epatite B e C dopo trasfusioni: Legge 210/1992, indennizzo e risarcimento.

