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Abolizione bollo auto 2027: chi non paga, quali auto rientrano e come verificarlo sul libretto

Bollo auto 2027: automobile e carta di circolazione con riferimento alla potenza del veicolo indicata al campo P.2

L’annuncio dell’“abolizione del bollo auto” ha avuto un’immediata risonanza. Ma, almeno allo stato del provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre 2026, è necessario distinguere lo slogan dalla disciplina effettivamente prevista.

Aggiornamento al 17 settembre 2026. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge il 16 settembre. Al momento della pubblicazione di questo approfondimento il testo non risulta ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. I requisiti descritti di seguito sono quindi quelli risultanti dal testo approvato e dalle informazioni rese note dopo il Consiglio dei ministri; dovranno essere verificati sul decreto effettivamente pubblicato e durante la successiva conversione parlamentare.

Il bollo non scompare per tutte le automobili e, soprattutto, la misura riguarda al momento i versamenti dovuti nel corso del 2027.

La novità è comunque molto rilevante: per le autovetture la soglia indicata è di 80 kW. Per capire se una determinata automobile possa beneficiare dell’esenzione non serve, però, cercare il proprio modello in un elenco pubblicato su internet. La verifica più sicura parte dalla carta di circolazione o dal Documento Unico.

Il bollo auto è stato davvero abolito?

Non completamente.

Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri prevede, per il 2027, un’esenzione dalla tassa automobilistica relativa a un solo veicolo per persona fisica, in presenza dei requisiti previsti.

Per le autovetture il parametro centrale è la potenza: il testo reso noto indica una potenza non superiore a 80 kW.

La misura riguarda quindi soltanto una parte del parco circolante e, nella formulazione oggi conosciuta, i versamenti il cui termine ordinario cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.

È quindi più corretto parlare, sul piano giuridico, di esenzione dal bollo per il 2027 piuttosto che di definitiva soppressione della tassa automobilistica.

A che punto è la norma: decreto approvato, ma testo ancora da pubblicare

Il 16 settembre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge contenente la misura.

Al 17 settembre 2026 il decreto non risulta ancora pubblicato nella Serie Generale della Gazzetta Ufficiale.

La distinzione è importante: il decreto-legge acquista forza di legge con la pubblicazione e deve poi essere presentato alle Camere per la conversione. Ai sensi dell’art. 77 Cost., se non viene convertito entro sessanta giorni dalla pubblicazione perde efficacia sin dall’inizio, salvi gli effetti eventualmente regolati dalla legge.

Occorrerà quindi seguire tre passaggi: pubblicazione del decreto, eventuali modifiche parlamentari, indicazioni operative per l’applicazione dell’esenzione.

Quali auto non pagherebbero il bollo nel 2027

Secondo il testo reso noto dopo il Consiglio dei ministri, l’esenzione riguarda le autovetture:

La formulazione ricomprende quindi, in linea di principio, anche autovetture ibride che utilizzino benzina o gasolio e rispettino il limite indicato. Per l’applicazione concreta alle diverse architetture ibride sarà comunque opportuno verificare il testo ufficiale pubblicato, soprattutto con riferimento al parametro di potenza rilevante.

La soglia comprende gli 80 kW esatti: il limite indicato è “non superiore a 80 kW”.

Dove si trovano gli 80 kW sul libretto

È la verifica più importante e può essere effettuata direttamente dal proprietario.

La potenza del veicolo è indicata sulla carta di circolazione o sul Documento Unico. Il dato da controllare è il campo:

P.2

Secondo le indicazioni ACI, il campo P.2 riporta la potenza del veicolo espressa in kilowatt.

Se il valore riportato è pari o inferiore a 80 kW, l’automobile soddisfa il requisito di potenza indicato nel provvedimento oggi conosciuto.

Non è invece sufficiente controllare la cilindrata. Cilindrata e potenza sono grandezze diverse.

80 kW quanti cavalli sono?

80 kW corrispondono a circa 109 CV.

Ai fini della verifica è però preferibile non effettuare conversioni e leggere direttamente il valore in kW riportato al campo P.2.

Due versioni apparentemente identiche della stessa automobile possono infatti avere motorizzazioni differenti e trovarsi ai due lati della soglia.

Quali modelli rientrano: perché gli elenchi online possono essere fuorvianti

Tra le automobili più diffuse esistono versioni di Fiat Panda/Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio, Volkswagen Polo, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20, Lancia Ypsilon e altri modelli che possono rientrare nel limite.

Ma il modello, da solo, non basta.

Una Renault Clio, una Peugeot 208 o una Toyota Yaris possono essere state commercializzate con motorizzazioni diverse. La domanda corretta non è quindi “la mia Clio è esente?”, ma:

quanti kW risultano al campo P.2 della carta di circolazione della mia automobile?

È questa la verifica che consente di evitare gli errori generati dagli elenchi generici di modelli.

Se si possiedono due auto sotto gli 80 kW

Il beneficio non si moltiplica in base al numero dei veicoli.

La disciplina resa nota prevede l’esenzione per un solo veicolo.

Se una persona possiede più autovetture agevolabili, l’esenzione viene attribuita all’autovettura con la minore potenza. In caso di pari potenza, il criterio indicato è quello dell’autovettura per la quale, in assenza dell’agevolazione, sarebbe dovuto l’importo meno elevato della tassa automobilistica.

Sulla base della formulazione oggi disponibile, il contribuente non sceglie quindi liberamente su quale automobile utilizzare il beneficio.

E per moto e ciclomotori?

Il provvedimento comprende anche motocicli e ciclomotori, ma conserva il principio dell’unica agevolazione per contribuente.

Se il proprietario dispone già di un’autovettura che rientra nell’esenzione, il beneficio viene attribuito all’automobile secondo i criteri indicati dalla norma resa nota.

Anche per le due ruote occorrerà verificare il testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Le auto elettriche sono comprese?

La formulazione resa nota per questa specifica esenzione fa riferimento alle autovetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con altra fonte di propulsione.

Le vetture esclusivamente elettriche non risultano quindi comprese in questa specifica misura sulla base del testo oggi conosciuto.

Ciò non significa necessariamente che siano soggette al bollo ordinario: per i veicoli elettrici esistono già esenzioni e agevolazioni che dipendono anche dalla disciplina regionale applicabile. I due regimi non devono essere confusi.

Il bollo del 2026 deve essere pagato?

Sì, secondo la disciplina oggi conosciuta.

La nuova esenzione riguarda i versamenti con scadenza ordinaria nel 2027 e non cancella i bolli dovuti per le annualità precedenti.

Chi abbia un bollo 2026 in scadenza non può quindi sospenderne il pagamento soltanto sulla base dell’annuncio della misura.

I vecchi bolli non pagati vengono cancellati?

No.

L’esenzione prevista per il 2027 è cosa diversa dai debiti maturati per annualità precedenti.

Un bollo non pagato può aver già generato un avviso di accertamento, sanzioni, una cartella di pagamento o un successivo atto della riscossione. La nuova disciplina non determina automaticamente l’annullamento di questi atti.

La loro legittimità deve essere verificata alla luce della normativa applicabile all’annualità contestata e degli atti effettivamente notificati.

Se arriva un avviso di accertamento per il bollo auto

L’avviso non dovrebbe essere ignorato anche quando il contribuente ritiene di avere già pagato o di non essere stato tenuto al pagamento.

Le contestazioni possono riguardare, ad esempio, un pagamento non correttamente acquisito, un veicolo già venduto, demolito o per il quale sia stata annotata la perdita di possesso, un’esenzione non riconosciuta, l’errata individuazione del soggetto obbligato o il decorso dei termini.

Può essere utile valutare una richiesta di riesame o autotutela. Occorre però ricordare che una richiesta amministrativa non sospende automaticamente il termine per impugnare l’atto davanti al giudice tributario.

Bollo auto e prescrizione: i “tre anni” non si calcolano senza leggere gli atti

Per la tassa automobilistica esiste una disciplina speciale della prescrizione, tradizionalmente ricondotta al termine triennale.

Ma la frase “il bollo si prescrive in tre anni” non è sufficiente per capire se una richiesta concreta sia prescritta.

Occorre ricostruire la cronologia delle notifiche. Un atto validamente notificato può interrompere la prescrizione e far decorrere un nuovo periodo; devono inoltre essere considerate le specificità della disciplina applicabile.

Quando viene richiesto il pagamento di un bollo risalente nel tempo, la domanda corretta è quindi: quali atti sono stati notificati, in quali date e con quali modalità?

Come si contesta un bollo che si ritiene non dovuto

La tassa automobilistica è un tributo. Le controversie relative agli atti impositivi e della riscossione rientrano nella giurisdizione tributaria.

Nel regime processuale vigente nel 2026, l’atto autonomamente impugnabile deve essere contestato, in via generale, entro sessanta giorni dalla notificazione, salvo le specifiche regole applicabili alla fattispecie concreta.

La valutazione cambia però a seconda del documento ricevuto: avviso di accertamento, cartella, intimazione o altro atto della riscossione possono porre problemi diversi e consentire contestazioni differenti.

Perché l’esenzione 2027 può generare nuovi errori

Una misura legata contemporaneamente alla persona, al tipo di alimentazione, alla potenza, alla copertura assicurativa e al possesso di altri veicoli richiede l’incrocio di numerose informazioni.

Potrebbero quindi emergere casi nei quali l’esenzione non venga riconosciuta, sia attribuita al veicolo sbagliato, una variazione di proprietà non risulti correttamente acquisita oppure venga richiesto successivamente il pagamento di un tributo che il contribuente riteneva non dovuto.

Molto dipenderà dalle modalità operative che accompagneranno il testo definitivo.

Come capire oggi se la propria auto dovrebbe essere esente nel 2027

In attesa della pubblicazione del decreto, la verifica preliminare può essere effettuata in pochi passaggi:

Questa verifica consente di capire se, sulla base della disciplina oggi conosciuta, l’automobile rientri nella platea prevista.

La conferma definitiva dovrà essere effettuata sul testo del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sulle eventuali modifiche intervenute durante la conversione.

Avviso, cartella o richiesta di pagamento del bollo auto

Quando il problema non riguarda l’esenzione futura ma un bollo già contestato, è necessario esaminare l’atto ricevuto, l’annualità, la cronologia delle notifiche e la posizione del veicolo. Prescrizione, pagamento già effettuato, perdita di possesso, vendita del veicolo ed errori nell’individuazione del contribuente richiedono verifiche diverse.

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Fonti e aggiornamento

Aggiornamento al 17 settembre 2026. Per il controllo della pubblicazione del decreto: Gazzetta Ufficiale. Per l’individuazione della potenza del veicolo sulla carta di circolazione: ACI – criteri di calcolo del bollo auto. I requisiti della misura 2027 riportati nell’articolo si riferiscono al testo del provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri e alle informazioni rese note il 16 settembre 2026; saranno aggiornati dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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