Morte del marito, della moglie o del convivente: quanto spetta nel 2026?

Coniuge e convivente · perdita del partner

Morte del marito, della moglie o del convivente: quanto può spettare?

Il matrimonio o la convivenza individuano il rapporto, ma non trasformano il risarcimento in una cifra automatica. La valutazione deve ricostruire la vita comune e tutte le conseguenze della perdita.

Coniuge, unione civile e convivente di fatto nella Tabella milanese

Le Tabelle di Milano 2024 collocano coniuge non separato, parte dell’unione civile e convivente di fatto nella stessa prima tabella utilizzata per genitori e figli. Il valore è € 3.911 per punto, entro il limite ordinario previsto dal sistema, ma il punteggio complessivo dipende dalle circostanze del singolo rapporto.

La convivenza conta, ma non va letta in modo puramente anagrafico

La Cassazione ha chiarito che, nell’applicazione delle tabelle a punti, la convivenza non deve essere intesa soltanto come coabitazione formale: può assumere rilievo una stabile comunanza di vita e affetti anche quando le abitazioni siano formalmente distinte. Il principio conferma perché la semplice residenza anagrafica non esaurisca la valutazione della relazione.

La presenza di figli modifica il parametro familiare

Nella stima del superstite la presenza di figli della coppia ancora in vita rileva come uno dei parametri oggettivi. Anche in questo caso il dato non esprime un giudizio sul dolore individuale, ma serve al funzionamento uniforme della tabella.

La perdita del partner può avere anche conseguenze patrimoniali rilevanti

Quando il deceduto contribuiva al reddito familiare, sosteneva mutui, spese dei figli o attività domestiche e assistenziali economicamente apprezzabili, la sola stima del danno parentale può rappresentare soltanto una parte della domanda. È necessario ricostruire redditi, spese, aspettative ragionevoli di contribuzione e organizzazione concreta della famiglia.

Separazione, crisi della coppia o vite parzialmente autonome

In presenza di separazione di fatto, crisi coniugale o rapporti non lineari, l’etichetta formale non consente da sola di determinare né l’esistenza né l’entità del pregiudizio. Diventa ancora più importante ricostruire la relazione effettiva con elementi verificabili, evitando sia automatismi favorevoli sia esclusioni aprioristiche.

Puoi ottenere un primo ordine di grandezza attraverso il calcolatore del danno da perdita del rapporto parentale. Il risultato resta una simulazione e non comprende automaticamente le perdite economiche della famiglia.

Hai perso il coniuge o il partner e devi valutare un’offerta o avviare una richiesta?

Una pratica completa richiede di distinguere il danno personale del superstite dalle componenti patrimoniali, dalle posizioni dei figli e dagli eventuali diritti trasmessi agli eredi.

Fonti di riferimento

Osservatorio sulla Giustizia civile di Milano, Tabelle integrate a punti per il danno da perdita del rapporto parentale, edizione 2024; Cass., sez. III, ord. n. 37009 del 16 dicembre 2022; Cass., sez. III, ord. n. 27321 del 13 ottobre 2025, sul significato sostanziale del parametro della convivenza.

Dalla stima alla posizione del singolo familiare

Per coniuge e convivente la quantificazione richiede di considerare, oltre ai parametri tabellari, la concreta relazione affettiva, la convivenza, la struttura familiare e le conseguenze patrimoniali eventualmente documentabili. La stima automatica non accerta responsabilità né nesso causale.