Espropriazioni · Indennità
Indennità di esproprio: opposizione alla stima e competenza della Corte d’appello.
Quando la questione riguarda la misura dell’indennità, il D.P.R. 327/2001 e il D.Lgs. 150/2011 prevedono una tutela davanti al giudice ordinario, con competenza della Corte d’appello individuata dalla legge. I vizi degli atti espropriativi seguono invece un diverso percorso.
Indennità
Stima
Comunicazione
Corte d’appello
Determinazione giudiziale
Oggetto della contestazione
Occorre distinguere la misura economica dell’indennità dai vizi che riguardano vincolo, dichiarazione di pubblica utilità, decreto di esproprio o altre fasi del procedimento.
Stima e comunicazioni ricevute
Comunicazioni, determinazioni, eventuali stime tecniche e documentazione catastale o estimativa servono a individuare la fase e il rimedio concretamente disponibile.
Giudice competente
Per l’opposizione alla stima e la determinazione giudiziale dell’indennità la disciplina speciale individua la Corte d’appello competente. Il TAR resta il riferimento per le questioni amministrative nei limiti della relativa giurisdizione.
Una sola espropriazione può generare controversie davanti a giudici diversi.
La contestazione degli atti amministrativi e la contestazione della quantificazione economica non devono essere sovrapposte. Prima di agire è necessario identificare l’atto lesivo, la domanda che si intende proporre e il giudice al quale la legge attribuisce quella specifica controversia.
I termini applicabili sono speciali e vanno verificati sulla fase concreta e sulle comunicazioni ricevute: non è corretto applicare automaticamente il termine ordinario del ricorso al TAR a una controversia sulla sola indennità.
Espropriazioni per pubblica utilità → · Diritto amministrativo →
Valutazione della stima e dell’indennità di esproprio.
Comunicazione ricevuta, stima, atti della procedura, dati catastali, eventuali perizie e documentazione sulle caratteristiche del bene consentono un primo inquadramento della contestazione economica.

