Invalidità civile · Accompagnamento
Indennità di accompagnamento negata? Il punto decisivo è capire se il verbale descrive correttamente l’autonomia reale della persona.
L’indennità di accompagnamento richiede l’invalidità totale e l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua. Il reddito non determina il diritto alla prestazione.
Deambulazione
Occorre verificare se la persona sia realmente in grado di spostarsi senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, considerando il quadro funzionale e non la sola diagnosi.
Atti quotidiani della vita
La valutazione riguarda l’autonomia concreta nelle attività essenziali della vita quotidiana e la necessità di assistenza continua.
Verbale sfavorevole
Diagnosi, esame obiettivo, documenti richiamati e conclusioni del verbale devono essere confrontati con la documentazione sanitaria e con le limitazioni effettivamente presenti.
Il ricorso non si costruisce sommando certificati.
La documentazione sanitaria deve descrivere le limitazioni che incidono sull’autonomia personale. Referti, valutazioni specialistiche e certificazioni diventano utili quando consentono di collegare le patologie alla capacità di deambulare o di compiere gli atti quotidiani della vita.
Se il requisito sanitario è contestato, la tutela giudiziaria nelle controversie indicate dall’art. 445-bis c.p.c. passa attraverso l’accertamento tecnico preventivo obbligatorio.
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