Risultato indicativo, da verificare. Il calcolatore può contenere errori o non rappresentare tutte le particolarità del caso concreto. Non sostituisce la verifica del professionista competente: non utilizzare il risultato come unica base per atti, pagamenti, scadenze o altre decisioni. Avvertenze e limiti di utilizzo.
Calcola il TFR lordo maturato e la rivalutazione ISTAT del fondo, con sviluppo annuale verificabile e dati FOI aggiornati ad agosto 2026.
Calcola il TFR lordo con rivalutazione ISTAT
Stima a retribuzione utile costante. Ogni quota annua è determinata dividendo la retribuzione utile per 13,5; le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni sono considerate mese intero. Il fondo pregresso è rivalutato con l’1,5% fisso più il 75% della variazione FOI.
Come si forma il TFR
Il trattamento di fine rapporto matura durante lo svolgimento del rapporto di lavoro. Per ciascun anno viene accantonata una quota calcolata dividendo la retribuzione utile per 13,5. Le frazioni di mese pari o superiori a quindici giorni sono computate come mese intero.
Il fondo già maturato, con esclusione della quota dell’anno in corso, viene rivalutato applicando un tasso composto formato dall’1,5% fisso e dal 75% dell’aumento dell’indice ISTAT FOI rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.
Una stima a retribuzione costante
Per rendere il calcolo immediato, lo strumento assume che la retribuzione annua utile indicata sia rimasta invariata durante tutto il periodo. È quindi particolarmente utile per una prima verifica, ma non sostituisce il conteggio analitico fondato sulle buste paga e sulle retribuzioni effettivamente maturate in ciascun anno.
Elementi esclusi dal risultato
Il valore restituito è lordo. Non comprende la tassazione separata, le anticipazioni già ricevute, le somme destinate alla previdenza complementare, il contributo al Fondo di garanzia, eventuali esclusioni previste dal contratto collettivo o le regole proprie del pubblico impiego.
Quanto TFR mi spetta?
Se stai cercando di capire quanto TFR hai maturato, il dato decisivo non è soltanto lo stipendio attuale. Il trattamento di fine rapporto si forma anno per anno sulla retribuzione utile e il fondo già accantonato viene rivalutato. Una stima basata sull’ultima retribuzione può essere utile per orientarsi; per verificare una differenza reale occorre invece ricostruire le retribuzioni utili effettive dei singoli anni.
Come controllare se il TFR pagato è corretto
Il controllo parte da buste paga, CU, data di assunzione e cessazione, eventuali anticipazioni e destinazione del TFR a previdenza complementare o Fondo Tesoreria. Se il TFR è stato pagato in misura inferiore, oppure non è stato corrisposto alla cessazione, il risultato del calcolatore può servire come primo confronto ma il credito va ricostruito sulla documentazione.
TFR non pagato o differenze retributive: cosa verificare →
Domande frequenti
La retribuzione utile coincide sempre con la RAL?
No. L’art. 2120 c.c. considera, salvo diversa previsione collettiva, le somme corrisposte in dipendenza del rapporto a titolo non occasionale, con esclusione dei rimborsi spese. La base deve essere verificata sul contratto applicabile e sui cedolini.
Il calcolo indica quanto riceverò netto?
No. La tassazione del TFR segue regole specifiche e non viene stimata da questo strumento.
Fonti: art. 2120 c.c.; serie FOI senza tabacchi pubblicata dall’ISTAT. Dati disponibili fino ad agosto 2026.
Il risultato richiede sempre una verifica
I dati inseriti e il risultato devono essere verificati. Lo strumento offre un orientamento matematico e informativo; non sostituisce l’esame della documentazione, l’applicazione delle regole vigenti né una valutazione professionale del caso concreto.
TFR teorico e credito effettivamente dovuto
Il fondo maturato è una base di confronto. Per stabilire quanto sia effettivamente dovuto alla cessazione del rapporto occorre verificare retribuzione utile, anticipazioni, accantonamenti, eventuale fondo pensione, date del rapporto, buste paga e somme già corrisposte.
