Risultato indicativo, da verificare. Il calcolatore può contenere errori o non rappresentare tutte le particolarità del caso concreto. Non sostituisce la verifica del professionista competente: non utilizzare il risultato come unica base per atti, pagamenti, scadenze o altre decisioni. Avvertenze e limiti di utilizzo.
Stima l’imposta dovuta da ciascun erede o legatario applicando l’aliquota e la franchigia previste per il rapporto con il defunto.
Calcola l’imposta di successione
La simulazione riguarda la sola imposta sulle successioni. La rilevanza delle donazioni pregresse e l’applicabilità delle franchigie devono essere verificate sul caso concreto.
Aliquote e franchigie
L’imposta di successione non viene calcolata sull’intero patrimonio in modo indistinto, ma sulla quota attribuita a ciascun beneficiario. Per il coniuge e i parenti in linea retta si applica l’aliquota del 4% sulla parte eccedente la franchigia di 1.000.000 di euro per beneficiario. Per fratelli e sorelle l’aliquota è del 6% oltre la franchigia di 100.000 euro.
Agli altri parenti fino al quarto grado e agli affini ricompresi dalla legge si applica il 6% senza franchigia; agli altri soggetti l’8%. Per il beneficiario con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge n. 104/1992 opera la franchigia speciale di 1.500.000 euro.
Quanto si paga di successione nel 2026?
La domanda “quanto si paga di successione?” non ha una risposta unica, perché l’imposta principale si calcola sulla quota attribuita al singolo beneficiario, non sull’eredità nel suo complesso. Coniuge e figli hanno una franchigia di 1.000.000 di euro ciascuno e, oltre quella soglia, l’aliquota è del 4%; fratelli e sorelle hanno una franchigia di 100.000 euro e aliquota del 6%. Per gli altri parenti e per i soggetti estranei cambiano aliquote e franchigie.
Eredità di coniuge, figli, fratelli o convivente: perché il risultato cambia
Due beneficiari che ricevono la stessa somma possono pagare imposte molto diverse. Il rapporto con il defunto determina infatti sia la percentuale sia l’eventuale franchigia. Il calcolatore consente di simulare il singolo beneficiario; in presenza di più eredi la verifica va ripetuta sulle rispettive quote.
La dichiarazione di successione, salvo i casi di esonero, deve essere presentata entro dodici mesi dall’apertura della successione. Dal 2025 l’imposta di successione è gestita in autoliquidazione nel nuovo modello telematico dell’Agenzia delle Entrate.
Successioni ed eredità: documenti, divisione e questioni da verificare →
Donazioni pregresse e franchigia residua
Il calcolatore consente di indicare le donazioni pregresse rilevanti, riducendo conseguentemente la franchigia ancora disponibile. Questo dato richiede particolare cautela: la rilevanza delle liberalità può dipendere dalla loro data, dalla disciplina applicabile e dalla corretta qualificazione giuridica.
Quali imposte non sono comprese
Il risultato riguarda esclusivamente l’imposta sulle successioni. Non calcola le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili, l’agevolazione prima casa, tributi speciali, imposta di bollo o diritti. Non determina inoltre la base imponibile di immobili, aziende, partecipazioni, trust o beni situati all’estero.
Domande frequenti
La franchigia si applica all’intera eredità?
No. La franchigia opera, nei limiti previsti, sulla quota del singolo beneficiario.
Se non supero la franchigia non devo presentare la dichiarazione?
L’assenza di imposta non esclude automaticamente l’obbligo dichiarativo. Sono questioni distinte e devono essere verificate separatamente.
Fonte: aliquote e franchigie pubblicate dall’Agenzia delle Entrate; disciplina vigente dopo il d.lgs. n. 139/2024.
Il risultato richiede sempre una verifica
I dati inseriti e il risultato devono essere verificati. Lo strumento offre un orientamento matematico e informativo; non sostituisce l’esame della documentazione, l’applicazione delle regole vigenti né una valutazione professionale del caso concreto.
Imposta stimata e successione concreta
L’imposta è solo uno dei profili della successione. Beni immobili, donazioni pregresse, franchigie già utilizzate, passività, agevolazioni e posizione dei singoli beneficiari possono modificare il quadro. La documentazione successoria va quindi esaminata prima di assumere decisioni sulla base della sola stima fiscale.
